Out of Body: sogno o son desto?

Out of Body: sogno o son desto?

Out of Body è un horror, non uno dei miei generi preferiti in assoluto, quindi, anche se non mi dispiace affatto, soprattutto quando è un horror molto particolare come nel caso ad esempio de Il giorno del diavolo, ma che apprezzo anche nelle sue declinazioni più tradizionali.

Non conoscevo Jeffrey Ford e sono arrivato a questo autore attraverso una serie di passaggi e link fra un articolo a l’altro su scrittori di fantascienza che mi interessano. Quando ho scoperto che aveva pubblicato un libro recentemente, Out of Body a maggio 2020, ho deciso di leggerlo e rimandare a un altro momento la lettura di altri suoi romanzi che avevo trovato fra i consigli.

Purtroppo questo libro è meno interessante di quanto sperassi, pur non essendo male; tuttavia avevo letto di Jeffrey Ford come di un autore che non teme la complessità e la stratificazione delle tematiche e questo aspetto manca totalmente in questo romanzo.

L’impressione è di uno scrittore che sa certamente come scrivere, ma che qui ha lavorato svogliatamente, quasi avesse buttato giù degli appunti ben strutturati per scrivere un romanzo e poi avesse perso interesse per il progetto, arrivando a chiuderlo cucendo alla buona le parti che aveva scritto.

È la storia di un timido e riservato bibliotecario di provincia che in seguito a un trauma cranico comincia a vivere delle esperienze notturne di viaggio fuori dal corpo (OBE = Out of Body Experience).

In questo mondo notturno, collegato al mondo reale, ma allo stesso tempo non identico a esso, incontra Melody, una donna che pratica volontariamente i viaggi fuori dal corpo e che lo istruisce sulle regole e i pericoli di questo nuovo mondo.

Assieme a lei e a una ragazza che agisce nel mondo reale daranno la caccia a un pericoloso vampiro che si nasconde nella tranquilla cittadina di provincia.

Vi sono molti buoni spunti, alcune parti sono ben tratteggiate, ma nel complesso la vicenda sembra quasi abbozzata più che sviluppata a fondo. Forse, come ipotizzavo, l’autore si è disamorato del progetto o forse la storia aveva solo bisogno di più spazio (è un romanzo abbastanza breve); non si tratta di un brutto libro, ma non cattura come dovrebbe e potrebbe.



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