Il mistero dell’alba

Il mistero dell’alba

“Holmes, leggete qui, è inaudito” – esclamai eccitato entrando nella nostra abitazione al 221b di Baker Street.
“Me lo racconterete strada facendo, venite, l’ispettore Lestrade ha chiesto il nostro aiuto.” – replicò pacatamente il mio amico afferrando cappello e pipa e dirigendosi verso la porta. Non mi restò che seguirlo e salire accanto a lui sulla vettura che aveva chiamato per noi.
Mi misi seduto e spalancai il giornale davanti ai suoi occhi – “Leggete!” – lo apostrofai – “Proprio qui, è incredibile, non trovate?”
“Davvero stupefacente” – rispose con voce divertita – “Lazarus III ha vinto la quinta corsa, ma da quando vi interessate di cavalli?”
Ripresi il giornale e lo girai spazientito – “Non questa pagina, questa!” – indicai con foga – “Via Holmes, siate serio, la notizia è davvero notevole, secondo questo giornale si è verificato un fenomeno astronomico incredibile, in Groenlandia il Sole è sorto con due giorni di anticipo quest’anno.” Gli lasciai il tempo di leggere l’articolo poi ripresi – “È incredibile come diano la colpa al cambiamento climatico, sembra di sentire la mia povera nonna ripetere che le stagioni non sono più quelle di una volta. Cambiamento climatico, bah, come se un po’ di caldo in più potesse cambiare il sorgere del Sole. Secondo me nascondono qualcosa di ben più importante, o forse non ne capiscono nulla e quindi per non fare la figura degli sciocchi danno la colpa al cambiamento climatico, una di quelle invenzioni buone per spiegare qualsiasi evento quando non si sa chi incolpare. Come nell’esercito, quando gli ufficiali sbagliano hanno sempre qualcuno da incolpare. Sapete cosa penso? Dovremmo andare lassù a indagare, sono certo che potreste capirne più di tutti quelli che hanno intervistato su questo giornale.”
“Mio caro Watson” – rispose Holmes – “temo proprio che questa possibilità sia da escludere per il momento, ma se la cosa vi fa piacere proviamo ad indagare con il metodo consueto, fidandoci degli indizi che possiamo cogliere dall’articolo di questo bravo giornalista, sperando ovviamente che non si sia inventato tutto.”
“Vediamo di ricapitolare i fatti.” – riprese Holmes – “Ad Ilulissat, in Groenlandia, in inverno non si vede il Sole fino al 13 Gennaio, data che viene per ovvie ragioni attesa e celebrata. Quest’anno il Sole ha illuminato la cittadina con due giorni di anticipo e precisamente l’11 Gennaio, evento che ha portato stupore e sconcerto agli abitanti. Ora, non abbiamo conferme precise di questa notizia, ma non abbiamo motivi per dubitare della parola degli abitanti di quella città, per cui consideriamola alla stregua di un fatto certo.”
Holmes mi guardò con aria pensierosa prima di proseguire – “Come ben sapete amico mio, le mie conoscenze di astronomia sono piuttosto scarse, ma credo siano sufficienti per vagliare le ipotesi possibili.
Il sorgere del Sole dipende essenzialmente dalla posizione relativa di Terra e Sole, se l’alba è giunta con due giorni di anticipo una possibile spiegazione sarebbe la diversa posizione di Terra e Sole rispetto a quelle che dovrebbero occupare e questo potrebbe dipendere da diversi fattori. Watson, per favore datemi un pezzo di carta e una matita.”
Frugai nella mia borsa e gli passai un piccolo bloc notes rilegato in pelle che portavo sempre con me.
“Ora guardate” – mi disse mettendosi a tracciare delle linee sulla carta – “questa è l’orbita terrestre, circa 940 milioni di chilometri che la Terra percorre approssimativamente in  365 giorni. Si tratta di circa 2,5 milioni di chilometri al giorno. Se la Terra avesse accelerato il suo moto fino a percorrere 5 milioni di chilometri in più ecco che l’11 Gennaio potrebbe trovarsi nella posizione in cui avrebbe dovuto essere il 13 Gennaio, ben due giorni dopo. Naturalmente tutto questo avrebbe dovuto avvenire in gran segreto e in pochissimo tempo, nessuno infatti ha notato uno spostamento del solstizio invernale che cade convenzionalmente il 21 Dicembre, quindi dovremmo affermare che la Terra in ventun giorni ha compiuto 5 milioni di chilometri in più del previsto.”
Holmes mi osservò con sguardo penetrante chidendomi -”Lo ritenete possibile Watson?”
“Naturalmente no” – risposi io – “non dico che si sia trattato di questo, ma…”
“Vediamo le altre ipotesi” – mi interruppe Holmes riprendendo a disegnare.
“Un’altra possibilità sarebbe una variazione significativa dell’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre, voi sapete che l’asse terrestre cambia di posizione, ma si tratta di un moto lento e continuo, quello che in astronomia dà origine alla precessione degli equinozi, non mi pare probabile che l’asse terrestre abbia compiuto uno scarto improvviso senza che alcuno se ne rendesse conto tranne i nostri amici groenlandesi. A voi pare possibile?”
“Naturalmente no” – borbottai – “non credo affatto si sia trattato di questo, ma continuo a ritenere che le spiegazioni date dal giornale siano altrettanto fantasiose delle vostre”
“Proseguiamo con la nostra indagine” – ricominciò Holmes – “probabilmente potremmo ipotizzare altri eventi astronomici che avrebbero come effetto quello descritto dagli abitanti di Ilulissat, ma tutte le nostre ipotesi avrebbero comunque un grave difetto: qualsiasi evento astronomico provocherebbe effetti su tutta la Terra, sarebbe impossibile che venisse notato solo in uno sperduto paese della Groenlandia. Vedo sul vostro giornale che è stato chiesto un parere anche all’astronomo reale e qualunque sia la vostra opinione su di lui non ritengo possibile che non abbia notato qualcosa di così clamoroso come i cambiamenti della posizione relativa Terra – Sole che sarebbero necessari spiegare il fenomeno. Possiamo quindi escludere tranquillamente cause di tipo astronomico.”
Sentivo che la logica stringente che il mio amico usava per scovare i colpevoli dei più misteriosi ed inspiegabili delitti era rivolta verso di me e la sensazione non era affatto piacevole.
Holmes mi guardò sorridendo e ricominciò a parlare come se riflettesse fra se – “Vediamo ora di ipotizzare qualche fenomeno locale che possa spiegare il ritorno anticipato del Sole. La Groenlandia potrebbe essersi spostata a sud di qualche chilometro, oppure potrebbe aver ruotato su se stessa di qualche grado, abbastanza da far si che il Sole sorga in una posizione diversa dal previsto. Voi Watson fermatemi pure se una delle mie riflessioni vi sembra una spiegazione possibile del fenomeno e procederemo ad analizzarla con maggior cura. Ma in realtà non ci è giunta notizia di nessuna anomalia da nessun’altra cittadina della Groenlandia, quindi il fenomeno dev’essere ancora più locale e riguardare unicamente Iliussat. La città potrebbe essersi alzata di quota, una maggiore altezza sul livello del mare anticiperebbe certamente l’alba, ma credo che questo fenomeno sarebbe ancora più vistoso e sarebbe stato segnalato già da tempo. Cos’altro ci resta? Abbiamo terminato le ipotesi?” – chiese Holmes con aria falsamente stupita. “Ah no, perdiana, non ci avevo pensato” – esclamò poi accompagnandosi con un moto esagerato di stupore – “in Greolendia probabilmente l’orizzonte è dato dal profilo di montagne di ghiaccio, ghiaccio che per causa di questo fantomatico riscaldamento globale potrebbe essersi sciolto, modificando così il profilo stesso dell’orizzonte e permettendo al Sole di illuminare con due giorni di anticipo la cittadina di Iliussat. Naturalmente non abbiamo dati sufficienti per affermare con assoluta certezza che sia così, ci mancano molte informazioni e molte altre andrebbero verificate.”
Mi guardò con espressione divertita – “Sono spiacente mio caro Watson, ma quando tutte le possibilità, tranne una, sono state escluse, quest’ultima, per quanto improbabile, deve essere la verità. Temo quindi che l’improbabile ipotesi del riscaldamento globale sia proprio quella giusta.”
Holmes scese dalla vettura nel frattempo giunta a destinazione. Lo seguii borbottando – “Devo darvi ragione ancora una volta, ma certo avrei preferito una spiegazione più affascinante.”
Holmes si girò verso di me – “Vi capisco mio caro Watson, sono in molti a pensarla come voi, anzi credo proprio che un giorno dovrei presentarvi mio… Ah, ma ecco là Lestrade, venite raggiungiamolo, pare ansioso di parlarci. ” – concluse interrompendo così la frase che stava per pronunciare e stuzzicando oltre misura la mia curiosità.



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