Holmes e il pianeta misterioso

Holmes e il pianeta misterioso

Qualche tempo dopo la nostra discussione sull’alba anticipata avvenuta in Groenlandia mi ritrovai a riprendere la discussione con Holmes, la sua spiegazione infatti non mi convinceva affatto e anzi trovavo quasi irritante la sua sicurezza. Entrai nel suo studio portando con me alcuni ritagli di pubblicazioni scientifiche in cui ero certo di trovare prove convincenti che la spiegazione dei fenomeni che accendevano la mia curiosità si trovava al di fuori del nostro pianeta. Holmes sedeva assorto in poltrona dando le spalle alla porta, la pipa che esalava spirali di fumo grigiastro appoggiata sul tavolino.
“Buongiorno Watson, immagino che abbiate raccolto prove schiaccianti per confutare le mie affermazioni, accomodatevi, prendete una tazza di tè vi prego, prima di inchiodarmi con le vostre argomentazioni”  – mi accolse Holmes sorprendendomi come sempre – “Non stupitevi, ormai vi conosco bene, quando arrivate con questo passo deciso avete sempre intenzione di ritornare su un argomento già discusso, ma le cui conclusioni non vi hanno convinto e dal fruscio di fogli deduco che tenete in mano un qualche tipo di documentazione da sottopormi.”
Mi accomodati sulla poltrona accanto a lui e approfittai del tempo necessario per versarmi una tazza di te per riorganizzare le mie idee prima di esordire – “Holmes, come avete giustamente dedotto la spiegazione che avete dato del fenomeno avvenuto in Groenlandia non mi convince affatto e credo di avere alcune prove che vi faranno certamente cambiare idea. Ho trovato in biblioteca una mappa della Groenlandia e se avrete la compiacenza di esaminarla assieme a me vedrete come il ghiacciaio in questione si trovi un paio di km a sud di Iliuslat e alcuni km a est, non solo, subito a sud della cittadina sorgono alcuni rilievi  rocciosi. Ecco quindi che il ghiacciaio non può assolutamente essere chiamato in causa per spiegare il fenomeno che abbiamo descritto.”
“Mio caro Watson,” – rispose Holmes prendendo la pipa – ” non conosciamo affatto l’altitudine dei rilievi in questione e nemmeno l’altezza del ghiacciaio. Affermare che è troppo lontano per influire sull’alba sarebbe come affermare che in quella simpatica cittadina delle Alpi che si chiama Trento il profilo del Bondone non influisce sul tramonto del Sole. Senza i dati di altitudine non possiamo affermare con certezza, ma tantomeno negare che il ghiacciaio possa influire sull’alba, continuo anzi a ritenerla la causa più probabile”
“Holmes ” – replicai – “non potete chiudere gli occhi all’evidenza, nel mondo accadono un sacco di eventi inspiegabili, anzi non solo nel mondo, ma tutto il sistema solare sta subendo delle modificazioni notevoli, il clima cambia ovunque, non solo sulla terra, il vostro ostinarvi a non vedere una connessione mi stupisce, sarebbe come se vi dicessero che sono decedute di morte violenta tre prostitute nello stesso quartiere nel giro di un mese e voi rispondeste che e’ assai improbabile che si tratti di un omicida seriale. Dovrebbe risultare evidente anche a voi che tutti i fenomeni inspiegabili di cui vi parlo hanno una causa comune e direi che questo articolo scritto da un illustre scienziato al di sopra di qualsiasi sospetto di incompetenza la individua con sicurezza. Per quanto possa sembrarvi assurdo il nostro Sole ha una compagna oscura, una stella di quel tipo che viene definito con il termine poco elegante di nana bruna o forse un pianeta gigante simile a Giove che si trova agli estremi limiti del sistema solare stesso. Ammettendo questa possibilità possiamo trovare un’unica causa per tutti gli squilibri che colpiscono il nostro e gli altri pianeti del nostro sistema. Come diceva Occam ‘Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem’, quando un’unica causa può spiegare tutto non vedo perché vi ostiniate a cerare per ogni fenomeno cause diverse.”
Gli mostrai trionfante l’articolo in questione che illustrava con ricchezza di termini tecnici l’ipotesi, ma per me ormai certezza, di una compagna oscura del nostro sole, situata all’estrema periferia del sistema solare.
Holmes lesse con attenzione prima di replicare – “L’esempio che portate delle prostitue uccise è un paragone che non regge. I fenomeni che voi descrivete sono molto diversi fra loro, sarebbe come se in uno stesso quartiere venisse uccisa una prostituta, un fabbro prendesse il raffreddore e il pescivendolo si rompesse un braccio e voi cercaste una causa comune. Di cosa incolpate questo misterioso pianeta? Del cambiamento climatico? Cambiamento climatico che del resto voi stesso considerate con una certa sufficienza, avete appena affermato che non può essere la causa del fenomeno groenlandese, ne parlate come se fosse un’invenzione e un complotto, ora invece ne avete addirittura individuato la causa. Affermate che anche le voragini nel terreno che tanto vi affascinano sono causate da questo misterioso pianeta? O solamente il cambiamento climatico che affermate avvenga su tutti i pianeti del sistema solare?”
Holmes si appoggiò allo schienale della poltrona prima di riprendere – “Innanzitutto vediamo nuovamente il fenomeno Groenlandese, accettiamo per un momento, in una specie di reductio ad absurdum che la causa ultima del ritorno anticipato del sole sia proprio il vostro misterioso pianeta, in che modo avrebbe agito? Mi par di capire da vostre precedenti affermazioni che sostenete che la forma della Terra sia cambiata, credete forse che un cambiamento così macroscopico della curvatura terrestre non verrebbe rilevata dai naviganti? Tutti i capitani e i piloti che puntassero il sestante verso le stelle o verso il sole per conoscere la propria latitudine scoprirebbero di trovarsi parecchie miglia fuori rotta (i gps navali e terrestri avrebbero sicuramente rilevato un’anomalia di questo tipo), ma non ci è giunta alcuna notizia di questo tipo, non solo, sono convinto che il cambiamento necessario per anticipare di due giorni il ritorno del sole sarebbe così macroscopica da creare scompensi enormi su tutto il globo. Lascio a voi l’onere di calcolare quale deformazione dovrebbe subire la terra per causare un simile fenomeno, ma sono convinto che sarebbe decisamente troppo macroscopica per passare inosservata. Dunque ditemi voi in quale modo il pianeta nascosto può aver causato il fenomeno.
Quanto alla causa unica per molteplici fenomeni, mio caro Watson, state certamente  impugnando il rasoio di Occam, ma lo state impugnando per la lama. Il rasoio di Occam suggerisce di scegliere la spiegazione più semplice e ognuno dei fenomeni che voi portate ad esempio può essere spiegato con cause semplici, senza alcuna necessità di inventare enti causali ulteriori.
Ma veniamo al pianeta nascosto, in che modo agirebbe su di noi?”

“Ma è ovvio, con la forza di gravità, immaginate questa massa enorme, molte volte più della Terra, quale influenza potrebbe avere su di noi? Come potete immaginare che non agisca sul nostro mondo così come su tutti gli altri corpi del sistema solare!”

“Watson, come sapete non sono certo un fisico, le mie conoscenze sono molto più orientate alla chimica, ma sono certo che avrete studiato anche voi Newton ai tempi della scuola. Ricordate la sua legge di gravitazione universale? La forza gravitazionale fra due corpi è direttamente proporzionale alle loro masse e inversamente proporzionale al quadrato della distanza che li separa. Ora è certo che un pianeta con una massa paragonabile a quella di Giove creerebbe un campo gravitazionale piuttosto intenso, ma riflettete un momento sulle distanze. A una distanza doppia da noi di quella di Giove la sua attrazione non sarebbe la metà, ma un quarto di quella di Giove, a una distanza tripla sarebbe un nono e così via. Ritenete davvero che un simile corpo celeste possa in qualche modo influenzare in modo così rilevante il nostro pianeta?”

Ancora una volta Holmes aveva colpito nel cuore delle mie argomentazioni, mi alzai e me ne andai per riflettere con calma sulla nostra nuova discussione.



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