L’effetto WTF – L’ultimo libro di Peter Hoeg

È colpa mia, lo so. Penso che aprirò una rubrica che chiamerò l’incontentabile. Devo essere io, sono diventato incontentabile. Dopo aver massacrato I custodi di Slade House ora mi salta il ghiribizzo di recensire L’effetto Susan, di Peter Hoeg.

Una piccola premessa per iniziare: ho amato moltissimo Il senso di Smilla per la neve e sebbene ci sia chi lo snobba bisogna ricordare che è fra le buone letture consigliate da Steven King nel suo On writing.

Proprio aver amato quel libro mi ha portato alla cocente delusione di un altro libro dello stesso autore, La donna e la scimmia, un libro dimenticabile che mi ha fatto ricredere su Hoeg. Ho lasciato passare parecchio tempo prima di osare la lettura di un altro suo libro.

Non molto tempo fa ho letto La bambina silenziosa; un libro scritto bene il cui punto debole è la trama. Non mi ha entusiasmato, ma nemmeno schifato. Uno di quei libri che si possono leggere senza provare fastidio, pregevole per la scrittura più che per la storia.

È quindi con un certo interesse che ho seguito l’uscita de L’effetto Susan.

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Susan Svendsen è una scienziata che si occupa di fisica quantistica, suo marito Laban un compositore affermato, assieme ai loro due gemelli adolescenti sono la Great Danish Family: la famiglia danese perfetta, ambasciatori culturali dell’Unesco, un simbolo per l’intera nazione. Durante un viaggio in India, però, la fotografia meravigliosa va in frantumi. Gli Svendsen sono accusati di una serie di reati, vengono divisi, rischiano di finire nella rete corrotta della giustizia indiana. Miracolosamente un funzionario danese riesce a tirare fuori Susan di prigione e a riportarli tutti in Danimarca. Ma la salvezza, e l’immunità dal processo indiano, hanno un prezzo. «Cosa faresti per riavere i tuoi figli?» «Qualunque cosa» risponde Susan. E così sarà. Le viene affidata una missione senza alternative…

Questa la presentazione del libro sul sito Mondadori.

Ho affrontato il libro con grandi speranze, considerando che l’autore ha al suo attivo un ottimo romanzo (Il senso di Smilla), uno pessimo (La donna e la scimmia) e uno medio (La bambina silenziosa). In realtà ne ha scritti altri, ma baso il mio giudizio solo su quelli che ho letto personalmente.

È un libro con lati positivi e negativi. Partiamo da quelli positivi, che non sono pochi. È scritto molto bene, le frasi scorrono sciolte, il linguaggio è ricco e interessante. Alcuni personaggi sono caratterizzati molto bene, le descrizioni sono affascinanti e il ritmo è buono. La costruzione a incastro con lunghi flash back funziona bene. Alcune scene sono ottimamente costruite, c’è suspense, in ogni capitolo ci sono ganci per tenere il lettore attaccato alla storia e spingerlo a voltare pagina.

Tutto bene dunque? Si, cioè…no.

Non va tutto bene, perché la lettura è un contino WTF (acronimo di What The Fuck, espressione inglese traducibile in ma che cazzo?!).

Tutta la storia è un enorme WTF suddiviso in decine e decine di piccoli o grandi WTF.

Cominciamo con la protagonista, Susan, un genio della fisica con un superpotere, scatena in chi le sta accanto la voglia irrefrenabile di dire la verità. WTF?

Il marito, un musicista e compositore, affascinante e adorato, anche lui con un superpotere in qualche modo simile a quello della moglie. WTF?

Poi ci sono i figli, ancora troppo giovani perché si capisca esattamente quale sia il loro talento, ma abbastanza grandi perché risulti evidente che non sono ragazzi come tutti gli altri. WTF?

Questa famiglia eccezionale si ritrova in una situazione complicata e pericolosa.

Susan entra ed esci da luoghi sorvegliati da militari e agenti di vario genere semplicemente sorridendo, armata del suo fascino. WTF! A volte le basta essere a braccetto di una persona autorizzata per poter entrare e scorrazzare indisturbata. WTF!

In alcune scene Susan si muove come una specie di James Bond, ma addestrato meglio. WTF?

Assieme ad altri scienziati ha lavorato (lavora?) a un programma di ricerche che è più parapsicologia che scienza, ma non era un fisico? Parla e pensa con citazioni continue di scienziati e teorie fisiche, alcune delle quali mi sembrano davvero inserite in modo sbagliato nella vicenda.

Alcuni personaggi sono affascinanti, ma totalmente improbabili e non c’entrano nulla con una storia che vorrebbe essere un thriller pre-apocalittico.

Ma soprattutto la trama è assolutamente insensata, dalle premesse allo svolgimento, fino alle conclusioni.

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La trama è appunto un gigantesco WTF.

Spoiler alert

Dunque la trama: c’è una scienziata famosa sposata con un compositore famoso, assieme ai figli si recano in India. Qui tutti e quattro combinano qualcosa di illegale. Ma cos’è, i nordici sempre corretti e rispettosi delle leggi si scatenano appena escono dal loro paese? Può capitare per carità, ma tutti e quattro?

Comunque, finiscono in galera e vengono tirati fuori da una specie di rappresentante governativo danese. Torniamo in Danimarca e lì la nostra protagonista è in una stanza con una donna morente, la sua mentore. Proprio lei ha suggerito al personaggio di cui sopra di tirare fuori la protagonista di galera per poterle affidare una missione. Deve trovare dei pensionati. Non dei pensionati qualsiasi, altrimenti sarebbe bastato andare al cantiere più vicino e prenderne un pochi di quelli che stavano lì a guardare. Deve trovare i componenti di un gruppo supersegreto di vecchietti che da giovani erano capaci di predire il futuro. WTF?

Punto di partenza è una scienziata che è ritratta in una foto assieme alla madre della protagonista. WTF?

Verso la fine del libro scopriamo che la missione era assolutamente inutile, ma bisogna pur farle fare qualcosa no?

Comunque in mezzo a morti, assassini, killer psicopatici, soldati-giardinieri (sic!) scopriamo che c’è una trama supersegreta governativa, o forse no; non è chiaro se si tratti di servizi segreti deviati. Insomma scopriamo che il governo danese e quelli di altri paesi occidentali hanno comperato delle isole nei mari del sud perché hanno previsto delle terribili crisi e rivolte. L’idea è di “salvare” sulle isole la elite intellettuale e politica portandola su queste isole.

Ma vi sembra che intellettuali e politi potrebbero sopravvivere su un’isola nel pacifico senza nessuno che lavori per loro a produrre il necessario? Hoeg sembra convinto che sia possibile.

Il governo danese è in vantaggio rispetto agli altri governi perché si era fatto fare le previsioni dal gruppo di futrologi. WTF? Insomma questi tizi hanno predetto queste crisi in arrivo. A questo punto ci si domanda come mai anche le altre nazioni si siano comperate le isole nel pacifico se erano solo i danesi a conoscere il futuro. WTF.

A questo punto starete pensando che mi sono inventato tutto e vi sto pigliando per il c…

Niente affatto, tutto quello che ho raccontato è nel romanzo, cacciato dentro un po’ a caso, ma c’è, assieme a molto altro di altrettanto assurdo.

Ma il veglio deve ancora venire, infatti scopriamo che il grande ideatore di questa genialata è… suspence… il padre della protagonista. WTF!

In tutti i libri di Hoeg i genitori del protagonista sono elementi fondamentali nella trama del romanzo

Ne Il senso di Smilla per la neve il padre della protagonista era parte dell’organizzazione colpevole della morte del bambino, evento che mette in moto tutta la vicenda. Ok, ci può stare, in un romanzo possono e devono accadere cose strane, per cui va bene. Il senso di Smilla è un ottimo libro, la vicenda funziona, il meccanismo narrativo è buono.

Poi però leggo La bambina silenziosa e anche lì il padre è un punto di riferimento del protagonista, è un personaggio che sa molte cose. Va bene, può essere.

Ora arriviamo a L’effetto Susan e di nuovo i genitori della protagonista sono parte fondamentale del gioco. La madre, con informazioni e conoscenze e il padre addirittura a capo della mega organizzazione criminal-servizio segreto. Organizzazione i cui membri fanno anche loro un po’ quel che gli tira incasinando per bene tutto quanto.

Insomma sto libro fa schifo?

No, perché la scrittura è davvero buona. Insomma se Hoeg avesse qualcuno bravo a immaginare le trame, la coppia creativa diventerebbe uno scrittore fenomenale. Purtroppo Hoeg si arrangia con le trame e il risultato e un pasticcio, con una scrittura di alto livello adagiata su una trama inconsistente e su eventi improbabili al limite del comico.



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