Sei di corvi: audace colpo dei soliti noti

Sei di corvi: audace colpo dei soliti noti

Sei di corvi si è rivelato una piacevole sorpresa: è un fantasy divertente e coinvolgente con un’ambientazione decisamente interessante.

Sei di corvi è il primo volume di una duologia scritta da Leigh Bardugo e ambientata nello stesso universo (il Grishaverse) della sua precedente trilogia Grisha (Tenebre e ossa, Assedio e tempesta, Rovina e ascesa).

Devo premettere che avevo provato a leggere Tenebre e Ossa, ma l’avevo abbandonato abbastanza in fretta; non ero quindi molto propenso a dedicarmi a questa nuova parte della saga del Grishaverse, ma tre cose mi hanno convinto a fare un tentativo:

  1. Tutti i commenti che ho letto segnalavano Sei di corvi come decisamente migliore rispetto alla trilogia originale.
  2. La serie Netflix Tenebre e Ossa è basata sia sulla trilogia originale che sulla duologia e devo dire che personaggi e vicenda tratti dalla duologia sono molto più interessanti e coinvolgenti.
  3. Il fatto stesso che Sei di corvi sia il primo volume di una duologia invece che della solita, monotona trilogia. Un’autrice che sa capire i limiti del materiale che ha a disposizione e decide di non stiracchiarlo per farlo rientrare nei canoni usurati della trilogia merita già un po’ di rispetto per questa sua scelta.

Diciamo quindi che non avevo aspettative altissime, ma avevo speranza di non annoiarmi. Dopo la lettura di una serie di libri belli, ma piuttosto complessi e “densi”, avevo voglia di qualcosa di più “leggero”.

Sia Sei di corvi e il suo seguito Il regno corrotto, sia la precedente trilogia, sono degli young adult, il target è quindi costituito da lettori fra i 12 e i 18 anni, ma la cosa di per sé non dovrebbe essere un problema se gli scrittori tenessero bene a mente il principio che un libro per ragazzi dovrebbe essere scritto meglio di un libro per adulti. Purtroppo questo avviene assai di rado, ma quando succede, il risultato è un libro valido per lettori di qualsiasi età.

L’ambientazione è uno dei punti di forza del romanzo ed è piuttosto originale per un fantasy. Invece del solito medioevo barbarico a cui ci hanno abituato fin troppe saghe, ci troviamo in un mondo simile all’Europa dell’800.

La vicenda prende l’avvio in una città portuale che ricorda l’Amsterdam dei tempi coloniali e prosegue in un regno dell’estremo nord i cui abitanti rassomigliano ai norvegesi (La vicenda della trilogia si svolge in un paese vicino che assomiglia fortemente alla Russia zarista).

Non si tratta del primo fantasy ambientato nell’800, ma è sicuramente una scelta azzeccata che lo differenzia un po’ dalla massa dei fantasy young adult.

I personaggi sono ben caratterizzati, a volte quasi troppo, ma mai in modo fastidioso. Come si conviene a uno young adult sono tutti intorno ai diciassette anni e questo forse stona un pochino, visto che si comportano come adulti molto più esperti e consapevoli. È sicuramente vero che una vita dura fa crescere più in fretta, ma alcuni atteggiamenti e alcune scelte sarebbero più credibili in personaggi con diversi anni in più.

Brandon Sanderson, nelle sue lezioni di scrittura, dedica alcuni video ai differenti tipi di plot e definisce il suo fantasy Mistborn un heist. Heist si potrebbe tradurre in italiano come “colpo”, nel senso di rapina o furto. Sei di corvi allo stesso modo, è un fantasy, ma il plot, la trama è quella tipica degli heist movie, solo con la magia. Sono stati proprio i film, infatti, più che i libri, a canonizzare questo tipo di storie. Se avete visto Ocean’s 11 o The Italian job nelle versioni originali degli anni ’60 o nei remake degli anni 2000 avete idea di cosa sto parlando. I soliti ignoti, di Monicelli è anch’esso fra i capostipite del genere, anche se in versione commedia.

In ogni caso la struttura è sempre piuttosto simile. C’è un grosso colpo da compiere, qualcosa con una ricompensa altissima, ma ovviamente altissime difficoltà ed è quindi necessario formare una squadra di persone con le competenze più disparate e ognuno dev’essere il meglio nel proprio settore. Naturalmente i migliori sono sempre delle personalità forti e questo permette di scatenare dinamiche interessanti fra i componenti della squadra. Una parte della storia è dedicata alla composizione della squadra, ai preparativi e allo studio del piano per il colpo.

Il capo elabora un piano perfetto, poi le cose non vanno mai come dovrebbero ed è necessario improvvisare un nuovo piano e così via fino al rientro alla base.

Leigh Bardugo ha studiato bene la lezione e ha inserito tutti gli elementi che ci si aspetta di trovare. La struttura ricalca appunto quella di molti altri film e libri del genere, ci sono anche le schermaglie sentimentali fra i componenti della squadra e in più c’è la parte più prettamente fantastica data dalla presenza della magia.

Il libro è scritto abbastanza bene, mi sono divertito leggendolo e devo ammettere che la voglia di voltare pagina e correre verso il finale c’era. La parte meno buona è, sorprendentemente, quella del colpo vero e proprio, ho apprezzato di più tutta la prima parte, quella in cui c’è la costruzione dei personaggi, con i loro pregi e difetti, le debolezze e i punti di forza.

L’autrice ha forse esagerato con i manuali di scrittura (L’arco di trasformazione del personaggio di Dara Marks?): oltre alla struttura del plot che ricalca quella degli heist movie si vede un po’ troppo la volontà di inserire tutti gli elementi che “devono” esserci in un libro. Mi riferisco al fatto che tutti i personaggi finiscono in qualche momento per trovarsi di fronte alla propria paura più grande, devono affrontarla e vincere la propria debolezza. Se accade in modo naturale la narrazione ne guadagna in spessore, ma in questo caso si vede una certa forzatura per combinare tutti gli elementi nel modo giusto. Non si tratta di un difetto grave e ribadisco che la lettura è piacevole e sufficientemente appagante.

Forse la cosa meno riuscita è il finale con un colpo di scena talmente “telefonato” che stona terribilmente, in particolare per quanto riguarda le azioni, o meglio le mancate azioni, di un personaggio.



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