The Expanse

The Expanse è un paio di cose, prima di tutto una serie di libri di fantascienza scritti da James S. A. Corey, e poi una serie televisiva creata da syfy,  canale televisivo statunitense specializzato in speculative fiction (fantascienza, horror, fantasy ecc.).

Cercherò di evitare eventuali spoiler per cui, potete andare avanti a leggere tranquillamente anche se non avete letto i libri o visto la serie tv.

The Expanse è una serie di fantascienza a metà strada fra la Space Opera e la Hard SiFi. Troverete avventure, sparatorie, intrighi, tutti elementi tipici della Space Opera, ma in caduta libera non c’è gravità, le astronavi e le stazioni spaziali sono plausibili e le leggi della fisica non sono magicamente sospese, tutte caratteristiche che avvicinano la serie alla Fantascienza Hard, categoria della fantascienza in cui domina la ricerca di accuratezza scientifica e tecnologica.

qSBdK4fbIYc.market_maxres

Scopriamo chi è l’autore, perché vedendo di chi si tratta si capiscono molte cose. James A. Corey è uno pseudonimo, un nome collettivo per due autori, Daniel Abraham e Ty Franck. Daniel Abraham è un autore di fantascienza e fantasy con all’attivo parecchie pubblicazioni, in Italia è conosciuto per La città dei poeti, edito da Fanucci. Ty Franck invece è nuovo all’attività di scrittore, ma l’idea di The Expanse è sua ed è nata all’inizio come ambientazione di un gioco di ruolo. Entrambi abitano in New Mexico e se la cosa può sembrare irrilevante, tutto cambia quando aggiungiamo un terzo elemento che abita in New Mexico, George R. R. Martin. Ty Franck lavora come assistente di Martin e Daniel Abraham è uno scrittore che ha spesso collaborato con lo stesso Martin.

The Expanse è stata definita un Game of Thornes nello spazio. Questa definizione non rende giustizia ai libri e alla serie televisiva, ma un po’ di vero c’è. Come in  Game of Thrones la storia è basata su punti di vista multipli, con un capitolo dedicato al punto di vista di un singolo personaggio. La storia scorre linearmente e i capitoli si susseguono secondo l’ordine cronologico degli eventi. Quando due o più personaggi POV (personaggi con un punto di vista) si incontrano il nuovo capitolo prosegue la narrazione del precedente cambiando punto di vista e personaggio. Come in Game of Thrones le vicende dei singoli personaggi si svolgono sullo sfondo di lotte e intrighi politici di cui ogni personaggio riesce a vedere e comprendere solo una minima parte.

Le analogie finiscono qui e una cosa che farà certamente tirare un bel respiro di sollievo a chi si accinge alla lettura di questa serie è sapere che i due autori sono piuttosto prolifici e regolari nella pubblicazione 25626-leviathan-il-risvegliodei nuovi libri. Come ha tenuto a sottolineare lo stesso Ty Franck in un’intervista, il loro modo di lavorare è molto diverso da quello di Martin. A differenza dell’autore delle Cronache di Ghiaccio e di Fuoco, quando Franck e Abraham affrontano un nuovo libro hanno chiaro in mente fin da subito l’intero arco della vicenda che vanno poi a suddividere nei vari capitoli e punti di vista.

The Expanse è ambientata nel sistema solare del 23° secolo colonizzato quasi interamente dagli esseri umani. Marte è un pianeta popoloso, pronto a guadagnarsi la totale indipendenza dalla Terra, la cintura degli asteroidi e i satelliti di Giove sono abitati abitati da minatori, esploratori, scienziati e da una variegata umanità che si sta evolvendo in una direzione diversa dagli abitanti dei “pozzi gravitazionali” (i pianeti come la Terra e Marte). Le astronavi e i loro equipaggi costituiscono un elemento fondamentale perché tutto ciò possa svilupparsi e continuare a esistere. Non pensate però a eroici esploratori, quanto piuttosto a camionisti spaziali, più simili all’equipaggio della Nostromo di Alien che a quello dell’Enterprise.

Il primo e il secondo libro della serie sono per ora gli unici tradotti in italiano. Nel primo volume, Leviathan il risveglio, metà della vicenda è vista attraverso gli occhi di James Holden, vicecomandante di un cargo adibito al trasporto di ghiaccio che si troverà coinvolto suo malgrado in una serie di avventure. La seconda metà è dedicata al detective Miller, un poliziotto abile e ostinato che fa parte della polizia di Cerere, il maggiore fra gli asteroidi della fascia. Miller è una specie di Rick Deckard, un poliziotto disilluso e cinico che fa da contraltare all’idealista Holden.

Se il primo volume è tutto un’alternanza fra i punti di vista di Holden e Miller il secondo volume, Calilban,  è più variegato, grazie all’introduzione di nuovi personaggi.

La serie televisiva rimescola leggermente le cose, anticipando nella prima stagione personaggi che fanno parte del secondo volume e modificando la cronologia di alcuni avvenimenti, ma sostanzialmente ricalca abbastanza fedelmente la prima metà del primo volume.

Ma come sono scritti i libri? E la serie televisiva com’è?

expansetiein

Parliamo prima della serie televisiva, perché il discorso sui libri è più complesso. Vale la pena vederla? Sicuramente sì, se siete appassionati di fantascienza e pretendete un certo realismo nelle cose. Non ci sono molte serie di fantascienza vera e propria e questa è sicuramente ben fatta. Si tratta del prodotto di punta del canale SyFy e sebbene sia lontana dai fasti (e dai costi) di Game of Thrones è sicuramente un buon prodotto, avvincente e spettacolare. In alcune cose la serie televisiva è superiore ai libri, in altre cose inferiore, ma nel complesso è una bella serie e rappresenta anche la speranza di un ritorno della fantascienza in tv.

I libri sono certamente ben scritti; con ottimo mestiere i due autori hanno assemblato un prodotto molto ben strutturato. Ho parlato di prodotto, questo infatti è forse il limite più grave dell’opera, si avverte infatti una certa lavorazione “artigianale” o addirittura “industriale” più che artistica, nella confezione dei libri. C’è dietro molto mestiere, ed è una cosa che non guasta assolutamente (sarebbe come lamentarsi che Stephen King sa scrivere bene), ma si intravvede un po’ troppo la pianificazione e la scrittura a tavolino. The Expanse è una serie di libri che nasce per essere portata sul piccolo schermo, ed è strutturata accuratamente per essere un “volta pagina”.

Manca un po’ il guizzo dell’inaspettato, la trovata geniale che stupisce e spinge magari a riflettere. Gli autori sanno molto bene come si crea suspense e come si debbano sempre inventare nuovi guai per i propri personaggi, però ogni tanto si nota un po’ di artificiosità nel meccanismo; certe volte i problemi che sorgono per allontanare i protagonisti dalla meta appesantiscono la storia e sembrano messi lì a bella posta più che generati naturalmente dal corso degli eventi.

The Expanse vale la lettura, non ci annoia; è un affresco dell’espansione umana nel sistema solare piuttosto interessante, alcune parti sono molto belle, altre un po’ meno, ma nel complesso è una serie che vale la pena affrontare, prendendola però per quello che è: una lettura facile e piacevole, ma niente di geniale.

Se invece cercate qualcosa di molto più impegnativo, ma sicuramente più ricco di inventiva rivolgetevi a Embassytown di China Mieville, di cui parlerò in una prossima recensione.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.