Autore: libero

Il Colonnello Ramirez

Incontrai il Colonnello Ramirez quando era ancora un qualsiasi meccanico che lavorava in una delle tante officine nei pressi del porto. Nessuno immaginava cosa sarebbe diventato nel giro di alcuni anni e nessuno avrebbe potuto prevederlo. A quel tempo non si chiamava nemmeno Ramirez e 

Rosa Hernandez e lo spazio tempo

Rosa Hernandez aveva una certezza nella vita. A novantotto anni era sicura di aver fatto tutto quello che aveva da fare. Aveva allevato sei figli e li aveva aiutati ad allevare i nipoti e perfino i pronipoti. Aveva accudito suo marito per tutti gli anni 

Editori, agenti e scrittori

Conosco diversi scrittori (e scrittrici). Me ne sono reso conto in questi giorni, prima non avevo mai fatto il conto di quante, fra le persone che conosco, scrivessero. Alcuni hanno pubblicato uno o più libri, romanzi o saggi, altri qualche racconto, altri pubblicano solo on line, per necessità o per scelta.
Fra di loro ve ne sono almeno due o tre che potrebbero tranquillamente stare in quel venti per cento di autori che definirei come buoni scrittori. Almeno uno potrebbe stare in quel sottoinsieme ancora più ristretto degli ottimi scrittori.
Nessuno di loro riesce a vivere del lavoro di scrittore, se non teniamo conto di quelli che fanno i giornalisti, ma qui mi interessa parlare di scrittura al di fuori dell’ambito giornalistico.
Tutti quelli che hanno pubblicato, lo hanno fatto presso case editrici piccole o molto piccole, non pubblicazioni a pagamento, ma sicuramente non case editrici in grado di garantire una distribuzione capillare e un adeguato supporto e promozione. Continue reading Editori, agenti e scrittori

Cortés

Le patatas bravas mi bruciano la lingua. Ingurgito un sorso di birra per smorzare la sensazione provocata dalla temperatura e dalla piccantezza. Alzo lo sguardo e controllo che lui sia ancora in vista. Questa volta mi è capitato un lavoro di tutto riposo. Strano, ma 

Guerra chimica

Usarono i gas. Anche noi li usammo. Da entrambe le parti iniziarono a piovere bombe cariche delle peggiori schifezze. Gas lacrimogeno, cloro, iprite. Dopo settimane nelle trincee, immersi nel fango, nell’interminabile attesa del proiettile che ti ammazzerà, affronti quasi con sollievo il momento di andare 

Nonna

“Signorina? Si sente bene?”
Un ragazzo, sbucato da uno degli scaffali della libreria, mi si era avvicinato e mi fissava. Mi accorsi di avere gli occhi velati di lacrime. La sua voce premurosa e l’espressione preoccupata furono dei catalizzatori. “Sto bene.” avrei voluto rispondere, invece scoppiai a piangere incapace di trattenermi.
Il ragazzo mi passò un pacchetto di fazzoletti di carta e mi appoggiò una mano sul braccio, con delicatezza. “Venga, le offro un caffè.”
“Non serve, sto bene. Grazie.” Mi soffiai il naso e accennai un sorriso.
“Serve a me. Ho proprio bisogno di un caffè, mi faccia compagnia.”
Allungò una mano dietro il bancone della libreria, prese una giacca e se la infilò. Fece un cenno a uno degli altri commessi mimando una persona che beve poi mi prese per un braccio e mi guidò verso la porta.
“C’è un bar proprio qui accanto.” Continue reading Nonna

Il mondo d’oro

“Il mondo è d’oro. Ed è meraviglioso.” Furono le mie ultime parole. Steli d’erba inondati dalla luce dorata del tramonto riempivano il mio campo visivo. Poi più nulla. La vita mi era sfuggita dal petto scivolando lungo la lucida lama d’acciaio che me l’aveva squarciato, 

Gente famosa

Sapete quando vi dicono che un famoso musicista si è messo a suonare dentro la metropolitana e nessuno l’ha riconosciuto? Ecco, è una cosa che mi ha sempre dato da pensare. Innanzitutto è una fortuna che io viva in una piccola città in cui non 

Al pub

«Pazzi.» La voce proveniva da uno degli avventori aggrappati al bancone impegnati a scrutare il proprio boccale di birra, ma era difficile individuare chi.
Un uomo massiccio con un giaccone di lana si raddrizzò sullo sgabello, il volto largo era contornato da un groviglio di barba e baffi scuri, appena chiazzati di grigio. Non avrei scommesso un penny su di lui se mi avessero chiesto di indovinare chi aveva parlato, non sembrava nemmeno avere una bocca. L’uomo prese una pipa, la caricò con gesti lenti, pressò il tabacco con cura, l’accese e se la infilò con sicurezza in mezzo a quel cespuglio di pelo, segno che una bocca, da qualche parte doveva esserci.
«Quei cittadini intendo. Li avete visti anche voi no?» si tolse la pipa di bocca e fece un ampio gesto rivolto a tutto il pub. «Sono alcuni giorni che se ne vanno in giro a curiosare e a far domande.» Continue reading Al pub

Il frimbolista uniforme

Non capita spesso di poter assistere a uno spettacolo come quello in scena in questi giorni al Teatro Impressionista di largo Minkowski. Il frimbolista uniforme, è un testo originale di Alvaro Pezskinov, rappresentato per la prima volta a teatro dalla Compagnia dell’Anima e che vede