Prologo, dannato prologo

Prologo, dannato prologo

Io odio i prologhi. Non sempre e non tutti ovviamente. Il prologo è un ottimo indizio per capire la qualità del testo che si sta per affrontare e troppo spesso i prologhi sono disastrosi, preludendo a uno svolgimento altrettanto disastroso.

Sono iscritto ad alcune community di scrittori e aspiranti tali, ogni tanto pubblico qualcosa, ma più spesso cerco qualcosa di buono da leggere, con alterne fortune. Mi piace leggere quasi tutto, ma la mia preferenza va alla speculative fiction, in particolare fantascienza e fantasy.

Non voglio insegnare a nessuno a scrivere, però un piccolo appunto vorrei farlo. Perché tutti quelli che scrivono fantascienza e fantasy si sentono in dovere di iniziare con un prologo e perché lo scrivono sempre nel modo peggiore possibile?

Posso quasi vedere i pensieri che scorrono nella testa di questi aspiranti scrittori: «Aspetta, come faceva quel prof di storia che avevo a scuola, quello che faceva delle lezioni noiosissime? Fammi pensare, lui riusciva a rendere palloso ogni singolo evento della storia umana.  Ah si, ecco faceva un lungo e monotono elenco di eventi messi in fila uno dietro l’altro. È lo stile perfetto per il mio prologo.»

Dopo questa riflessione partono sicuri a scrivere il loro riassunto degli eventi che precedono la vicenda, ponendo estrema attenzione a non inserire nessun guizzo di vitalità, niente dialoghi, per carità, niente da mostrare, solo un elenco piatto e noioso.

Che cos’è un prologo?

Il prologo è parte di una storia, ma si distacca dal resto della narrazione perché si svolge in un tempo o uno spazio diversi o è narrata da un punto di vista differente e può ovviamente essere una qualsiasi combinazione di queste tre cose. Nel prologo si raccontano eventi che hanno un forte impatto sul resto della narrazione.  Nessuna regola impone che debba trattarsi di un elenco noioso, al contrario dovrebbe trattarsi di qualcosa di coinvolgente per agganciare il lettore.

Certo qualcuno obietterà che nella tragedia greca e perfino in Shakespeare il prologo era la semplice narrazione degli antefatti della storia e in qualche caso addirittura anticipava gli eventi principali della storia che stava per essere recitata. Tutto vero, però bisogna tenere conto del diverso contesto. A teatro è importante che gli spettatori abbiano subito il quadro della storia per poter capire ciò che sta per accadere. In molti casi il pubblico non sarebbe stato in grado di comprendere gli eventi se prima non fosse stato fornita un’adeguata preparazione. E se non siete Shakespeare non provate nemmeno ad anticipare ciò che sta per accadere, finireste per perdere tutti i lettori.

Come si scrive un buon prologo

Non esiste una regola precisa, se non quella di trattarlo come il resto del testo. Se accadono eventi fondamentali si devono mostrare, non elencare. L’altra regola fondamentale per un buon prologo è quella di non scriverlo affatto. Prendete un po’ di buoni romanzi di fantascienza e fantasy, di quelli ambientati in mondi diversi dal nostro, quelli che, se foste voi a doverci ambientare una vicenda, introdurreste con un bel prologo. Hanno un prologo? Sorpresa! Probabilmente nessuno di loro ha un prologo descrittivo. Le storie iniziano con qualche azione o dialogo e solo un po’ alla volta si viene introdotti nell’ambiente della vicenda. All’inizio ci sono solo le informazioni fondamentali per comprendere gli eventi raccontati.

E allora, visto che nemmeno Tolkien ha sentito la necessità di un prologo per il Signore degli Anelli, dimenticatevi del prologo e iniziate senza paura con la vostra storia.



2 thoughts on “Prologo, dannato prologo”

  • Incredibile a dirsi: tutto questo bel discorso mi ha fatto venir voglia di scrivere un prologo! Possibilmente noiosissimo, orribile, da tagliarsi le vene… E poi costringervi tutti a leggerlo al prossimo Mezzogiorno d’Inchiostro, ovviamente.
    Complimenti, ho trovato davvero interessanti i contenuti del blog e ve ne ho spammati un po’ su facebook. La gente ha bisogno di leggere cose intelligenti, al giorno d’oggi 😉

    • Grazie Lizzie, siamo felici che il blog ti piaccia. Quanto al prologo noioso, lo leggeremo con entusiasmo. 🙂

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