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Stella Maris

Stella Maris non è un libro semplice. È un libro che richiede tempo, va lasciato sedimentare. Ma a forza di lasciar passare il tempo l’ho perso di vista e ho scordato la recensione che mi ero ripromesso di fare. Come The Passenger (Il…

Copertina di Stella Maris - Ed. Einaudi
Copertina di Stella Maris - Ed. Einaudi

Stella Maris non è un libro semplice. È un libro che richiede tempo, va lasciato sedimentare. Ma a forza di lasciar passare il tempo l’ho perso di vista e ho scordato la recensione che mi ero ripromesso di fare.

Come The Passenger (Il passeggero), anche questo è un libro che fa storcere il naso a molti fan di Cormac McCaarthy. È la seconda parte di un’unica storia o forse la prima visto che gli avvenimenti di Stella Maris precedono quelli di The Passenger.

Ma se Il Passeggero era una storia dall’andamento di un thriller ondivago che si perdeva e riaffiorava a tratti, Stella Maris è costruito interamente sui dialoghi fra Alicia Western e il suo terapista, psicologo nella clinica (la Stella Maris del titolo) in cui lei stessa ha scelto volontariamente di rinchiudersi.

La trama è tutta qui.

Ma ovviamente ci sono i racconti di Alicia i suoi ricordi, legati alla sua infanzia, alla passione per la matematica e la scienza e, soprattutto, al fratello Bobby.

E c’è molto altro, perché Alicia è un genio e il filo dei suoi pensieri si addentra in campi come la matematica, la topologia, la fisica quantistica. I dialoghi sono zeppi di nozioni e di idee su cui vale sempre la pena soffermarsi a riflettere. Sono spunti, mai risposte certe, ma proprio per questo ancora più interessanti e carichi di significato.

A volte si ha l’impressione che McCarthy abbia deciso di mettere per iscritto tutti pensieri e le idee coltivate in anni di frequentazione del Santa Fe Institute e abbia abbia affidato il tutto ai dialoghi di Alicia con lo psicologo, ma questo non toglie nulla alla sostanza del romanzo e al fascino del personaggio di Alicia.

McCarthy non usa alcun dialog tag (“disse”, “replicò”, “aggiunse” ecc.), non c’è mail il nome di chi parla o qualche trucco grafico per distinguere i due parlanti. Solo ciò che viene detto e le “voci” dei due personaggi chiarificano quando a parlare è Alicia e quando il terapista.

Stella Maris può essere letto come romanzo singolo, così come Il passeggero, ma questo è uno di quei casi in cui l’intero è più della somma delle sue parti, perché ogni libro acquista nuovi significati e nuovi livelli di lettura se considerato come parte inscindibile di un insieme.

I cultori del McCarthy di Meridiano di sangue o della Trilogia della frontiera faticheranno a ritrovare le atmosfere e che amano, l’autore ha scelto strade diverse da esplorare, ma il risultato, per chi sa accettare il cambiamento di prospettiva, non sarà affatto deludente.


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