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Sinfonia per theremin e merli

Con colpevole ritardo (solo due o tre anni, cosa volete che sia) eccomi qui a recensire Sinfonia per theremin e merli di Andrea Viscusi. Avevo acquistato il romanzo a Stranimondi qualche anno fa, assieme a una raccolta di racconti delo stesso autore, ma fino ad ora era rimasto parcheggiato nella pila delle "prossime letture". Finalmente è arrivato il momento di leggerlo e non sono rimasto affatto deluso.

Copertina di SInfonia per theremin e merli
Copertina di SInfonia per theremin e merli

Con colpevole ritardo (solo due o tre anni, cosa volete che sia) eccomi qui a recensire Sinfonia per theremin e merli di Andrea Viscusi.

Avevo acquistato il romanzo a Stranimondi qualche anno fa, assieme a una raccolta di racconti delo stesso autore, ma fino ad ora era rimasto parcheggiato nella pila delle “prossime letture”. Finalmente è arrivato il momento di leggerlo e non sono rimasto affatto deluso.

Sapevo, dalla lettura dei racconti, che Andrea conosce la scrittura e sa come portare avanti una storia in modo interessante, ma un romanzo è comunque una cosa diversa e richiede un differente approccio alla narrazione.

La storia è ambientata in un’Italia fascista allo sbando (un po’ come adesso), ma il disfacimento della società non è dovuto solo all’incapacità di chi governa di far fronte alla realtà, c’è un motivo ben preciso.

La matematica ha smesso di funzionare.

Dal momento della pubblicazione da parte di Godel del suoi famosi teoremi di incompletezza, la matematica ha smesso di funzionare. E con la matematica ha smesso di funzionare tutta la scienza e tutta la tecnologia. Solo le cose costruite prima di quella data continuano a svolgere correttamente le loro funzioni, ma non è più possibile costruire nulla di nuovo: la meccanica, l’elettrotecnica, la chimica, e ovviamente la matematica, sono diventate inutili e prive di significato.

Immaginate un mondo in cui la matematica non è più affidabile, quasi tutto ciò che conosciamo perderebbe di significato, compreso il denaro che diventerebbe carta straccia senza alcun valore.

In questo mondo seguiamo la storia di Andrea, un bambino nato molto dopo la crisi provocata da Godel e che vive in una società in cui la matematica è stata cancellata dalle conoscenze comuni, un mondo dominato dalla Chiesa con tanto di inquisizione e dagli avanzi di un fascismo sfaldatosi dopo la fuga di Mussolini e in cui gli scienziati sono visti come eretici. Parallelamente seguiamo gli eventi del 1931 attraverso il diario della nonna di Andrea e attraverso il punto di vista del nonno, un ingegnere che ha vissuto in prima persona la crisi che ha portato all’abbandono della matematica e della tecnologia.

Proprio grazie al nonno Andrea, in seguito a una scoperta fortuita, riceverà i primi rudimenti di matematica e inizierà l’esplorazione di un mondo proibito e pericoloso.

Non voglio aggiungere altri spoiler, il poco che ho raccontato c’è già tutto, o quasi, nella quarta di copertina, lascio a voi scoprire in tutto questo cosa c’entrano il theremin e i merli.

Non ho letto molte cose di Andrea Viscusi, ma questo romanzo mi conferma l’impressione che ho avuto dai suoi racconti.

Leggere Andrea Viscusi mi richiama alla mente Ted Chiang.

C’è in alcuni casi una vicinanza tematica, e non mi riferisco solo al racconto Division by zero che è in qualche modo vicino proprio a Sinfonia per theremin e merli, ma piuttosto a un modo di concepire la fantascienza che mi pare accomunare i due autori.

Allo stesso modo trovo che vi sia un modo di raccontare, che mi viene da definire come “garbato”, molto somigliante, non tanto stilisticamente nella costruzione delle frasi, quanto piuttosto nel modo di affrontare anche gli aspetti sgradevoli e più duri di un racconto.

Non vi è mai un indugiare sulla violenza, sul sangue, sull’orrido. Le cose violente succedono, vengono raccontate, ma sempre in modo, appunto, garbato, senza quella curiosità morbosa che pretende di curiosare nei dettagli più truculenti. C’è sempre un certo distacco dagli eventi, un aplomb britannico che filtra i sentimenti attraverso la riflessione.

I personaggi principali sono ben delineati, non solo Andrea e il nonno, che sono i due punti di vista della storia, ma anche la nonna che emerge come una figura fondamentale nell’equilibrio della vicenda.

Unico appunto che mi sento di fare è una certa lentezza in alcune parti, dovuta forse a delle scene un po’ inutili che allungano la storia senza portare nulla di fondamentale alla vicenda e ai molti personaggi di contorno poco incisivi.

— fine ·